«È un'altalena fra il piacere e la paura, scrivere. È osservare, lasciarsi osservare dalle cose. Temperare le cose. Fare loro la punta per infilarle in una pagina, in una storia, ha pensato, che è un po' come infilare un ago: bisogna fare attenzione, avere cura, non chiudere gli occhi e prendere bene la mira.»
Da "La vita non fa rumore" (Mondadori)
« "Lo scrittore che vive sotto dittatura o sotto il terrore per ricevere attenzione non può occuparsi di cose come il matrimonio, il divorzio, la crisi di mezza età, la morte del padre. Se lo fa, lo fa in romanzi in cui la cornice è la situazione storica del suo paese. Lo dice André Brink in una recente intervista rilasciata a Pulp. Brink è sudafricano e dice che è contento che non ci sia più l´apartheid così può scrivere i romanzi come piace a lui e cioè con meno attenzione al sociale e più attenzione ai ghirigori del suo cervello. Dice che adesso si sente davvero uno scrittore. Prima, per essere letto e premiato, doveva sempre fare l´impegnato. Povero Brink. E poveri noi adesso".»
«Sono pochi, pochissimi i libri che terminano con l'ultima riga, e sono i più crudeli, perché non ti danno il tempo di salutare la storia, i personaggi, di distaccarti con la lentezza e la malinconia che inevitabilmente caratterizzano la fine, quando conti le pagine per vedere quanta storia puoi trascorrere ancora insieme all'autore.»
Il sogno dello spazio siderale fino al 26 febbraio 2012 al Castello di Rivoli.
La partecipazione al concorso letterario inediTO scade il 31 gennaio 2012.