Laura Mancinelli

Nato a: 
Udine
Biografia: 

Laura Mancinelli è nata a Udine nel 1933, e dal 1937 vive a Torino.

Scrittrice, docente universitaria, traduttrice e autrice di romanzi storici si è laureata nel 1956 in Lettere Moderne all'Università di Torino, con una tesi in Letteratura Tedesca. Nei tredici anni seguenti ha insegnato nella scuola media senza mai abbandonare la passione per la cultura tedesca medievale, fino a pubblicare nel 1969 il saggio La canzone dei Nibelunghi. Problemi e valori (Giappichelli).

Negli anni Settanta ha insegnato prima Filologia Germanica all'Università di Sassari poi, chiamata a Venezia dal germanista Ladislao Mittner, nel 1976 ha ottenuto la cattedra di Storia della lingua tedesca all'Università Ca' Foscari.

Su consiglio del collega e amico Claudio Magris, nel 1972 ha curato e tradotto dall'originale il volume I Nibelunghi, cui sono seguiti nel 1978 il Tristano di Gottfried von Strassburg e nel 1989 il Gregorio di Hartmann von Aue, tutti commissionati da Einaudi e inseriti nella collana Millenni.

Dopo essere tornata a Torino come titolare della cattedra universitaria di Filologia Germanica, nel 1981 Laura Mancinelli ha esordito nella narrativa, dando alle stampe per Einaudi I dodici abati di Challant, romanzo storico di cui l'autrice aveva iniziato la stesura nel 1968, vincitore del Premio Mondello opera prima. Sempre per Einaudi sono seguiti Il fantasma di Mozart e altri racconti nel 1986 e Il miracolo di santa Odilia nel 1989, che si è aggiudicato il Premio Città di Roma.

Durante gli anni Novanta, colpita da sclerosi multipla, Laura Mancinelli ha abbandonato la cattedra di Filologia Germanica e dal 1994 si è dedicata alla scrittura, pubblicando nell'intero decennio più di quindici opere, nonostante gli ospedali, le lunghe riabilitazioni, la sedia a rotelle cui è costretta.

Ricordiamo Amadè (L'argonauta), racconto del soggiorno torinese di Mozart adolescente, cui è ispirato lo spettacolo teatrale di Roberto Tarasco Amadè, ovvero il genio dell'epoca dei lumi, prodotto nel 2007: La casa del tempo (Piemme); i romanzi storici Gli occhi dell'imperatore, vincitore del Premio Rapallo Carige nel 1994: I tre cavalieri del Graal e Il principe scalzo, tutti pubblicati da Einaudi.

Nel 1997 è uscito Il mistero della sedia a rotelle, il primo romanzo della fortunata serie di gialli umoristici con le inchieste del capitano di polizia Florindo Flores, che è valso alla scrittrice il Premio Cesare Pavese.

Nel 1999, al Piccolo Regio di Torino, viene messo in scena lo spettacolo Notte con Mozart (pubblicato per L'argonauta nel 1991), ed esce nelle librerie Attentato alla Sindone, (Einaudi) - dopo l'incendio della Cappella del Duomo di Torino dell'architetto Guarino Guarini, molto apprezzato dalla scrittrice.

Del 2002 è Andante con tenerezza, autobiografia vincitrice nel 2003 del Premio Via Po, e Biglietto d'amore, ancora Einaudi.

Con I fantasmi di Challant e Il Signor Zero e il manoscritto medievale la scrittrice ha proseguito le avventure del capitano Floris.

Nel 2005 è insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale ai Meriti della Repubblica Italiana.

Nel 2009 pubblica per Einaudi il romanzo Gli occhiali di Cavour, seguito nel 2011 da Due storie d'amore, libera interpretazione della storia di due celebri coppie di amanti, Crimilde e Sigfrido, Tristano e Isotta.

Molti dei suoi romanzi sono tradotti in francese, tedesco, portoghese, polacco, russo.

 

Immagine: 
Bibliografia: 

Romanzi storici

  • I dodici abati di Challant, Einaudi, 1981
  • Il miracolo di santa Odilia, Einaudi, 1989
  • Gli occhi dell'imperatore, Einaudi, 1993
  • I tre cavalieri del Graal, Einaudi, 1996
  • Il principe scalzo, Einaudi, 1999
  • La Sacra Rappresentazione, ovvero come il forte di Exilles fu conquistato ai francesi, Einaudi, 2001
  • Biglietto d'amore, Einaudi, 2002
  • I colori del cuore, Einaudi, 2005
  • La lunga notte di Exilles. Una sacra rappresentazione, Einaudi, 2006
  • Il ragazzo dagli occhi neri, Einaudi, 2007
  • Il codice d'amore, Einaudi, 2008

 

Romanzi

  • Amadè, L'argonauta, 1990
  • La casa del tempo, Piemme, 1993
  • Raskolnikov, Einaudi, 1996
  • I casi del capitano Flores. Il mistero della sedia a rotelle, Einaudi, 1997
  • I casi del capitano Flores. Killer presunto, Einaudi, 1998
  • I casi del capitano Flores. Persecuzione infernale, Einaudi, 1999
  • Amadè. Mozart a Torino, tavole di Fernando Eandi, Interlinea, 1999
  • Attentato alla Sindone, Einaudi, 2000
  • La musica dell'isola, Interlinea 2000
  • I fantasmi di Challant, Einaudi, 2004 (Flores)
  • Il Signor Zero e il manoscritto medievale, Einaudi, 2006 (Flores)
  • Gli occhiali di Cavour, Einaudi, 2009 (Flores)
  • Due storie d'amore, Einaudi 2011

 

Autobiografia

  • Andante con tenerezza, Einaudi, 2002

 

Racconti

  • Il fantasma di Mozart e altri racconti, Einaudi, 1986
  • I racconti della mano sinistra, Piemme 1994
  • Un misurato esercizio della cattiveria, Einaudi, 2005

 

Racconti per ragazzi

Ubaldo il galletto che amava la musica di Ravel. Vita e opinioni del polpo chiamato Arturo. Con CD audio MP3. Edizione a caratteri grandi, Edizioni Angolo Manzoni, 2011

 

Drammaturgie

  • Notte con Mozart, con tre disegni di Fernando Eandi, L'argonauta, 1991

 

Saggi

  • La canzone dei Nibelunghi. Problemi e valori, Giappichelli, 1969
  • Il messaggio razionale dell'avanguardia, Einaudi, 1978
  • I Nibelunghi, raccontati da Laura Mancinelli, illustrati da Florenzio Corona, Emme, 1990
  • Da Carlo Magno a Lutero. La letteratura tedesca medievale, Bollati Boringhieri, 1996
  • Il counseling domiciliare. La presenza socio-assistenziale residenziale, con Edoardo Giusti, Sovera, 2009

 

Articoli

  • Il canto di un contadino in terra straniera. Ritratto di J. Gaudenz von Salis-Seewis, in Cenobio n. 9-10, 1958
  • Peter Handke tra montaggio e retorica classica : analisi della "Begrussung des Aufsichtsrats, in Nuova corrente n.79-80, p. 563-575, 1979

 

Edizioni scolastiche

  • Epica. Antologia della poesia eroica per la scuola media, con Dario Fogliato e Harley Bergagna, Aiace

 

Traduzioni e curatele

  • I Nibelunghi, Einaudi, 1972
  • Tristano, di Gottfried von Strassburg, Einaudi, 1978
  • I demoni. Dalla cronaca del caposezione Geyrenhoff, di Heimito von Doderer, volume 2, traduzioni di Clara Bovero, Laura Mancinelli, Anita Rho, Einaudi, 1979
  • Gregorio e Il povero Enrico, di Hartmann von Aue, Einaudi, 1989
  • Fiabe, di Jacob e Wilhelm Grimm, a cura di Laura Mancinelli, traduzione di Anna Cocito, Mondadori, 1990
  • Parzival, di Wolfram von Eschenbach, a cura di Laura Mancinelli, traduzione e note di Cristina Gamba, Einaudi, 1993
  • La testa di Vitus Bering, di Konrad Bayer, Edizioni dell'Orso, 1993

 

incipit: 

Due storie d'amore

 

Il sogno di Crimilde

 

I.

Nel giardino del castello burgundo

 

 

- Dov'è la mia palla? - esclamava la principessa Crimilde mentre giocava con le altre fanciulle sue coetanee. - Dov'è sparita?

E subito le ancelle si sparsero nel giardino tra le siepi fiorite e i cespugli di giovani conifere. Richiami lieti, nomi gridati nella ricerca gioiosa e frettolosa risuonarono nel parco del castello mentre gonne variopinte sparivano e riapparivano qua e là rapidamente.

 - È qui, signora, - disse una voce profonda mai udita, - è qui tra le mie mani. Vi prego, prendetela.

 

 

 

 

Gli occhiali di Cavour 


I.

Il furto


- Buon giorno, capitano Flores! Come mai qui a Torino?

L'interpellato si era fermato sulla porta di fronte a quella che era stata la sua scrivania, ora occupata dal- l'ispettore che l'aveva salutato.

- Sono qui per motivi famigliari, - si affrettò a rispondere per non lasciare spazio a illazioni. - Con l'occasione mi occupo di una piccola questione per fare un piacere a un amico, il presidente di un'associazione che si riunisce spesso in un locale del centro, una piccola faccenda immagino, priva di importanza, almeno dal punto di vista criminale.

- Allora nessun delitto questa volta, o almeno nessun assassinio. Si accomodi, capitano, e mi dica, come si trova nella sua città natale, Sassari, se non ricordo male...

- Bene, molto bene, coltivo il mio orto, un po' di fiori nel giardino. Mi manca molto la famiglia, questo sí. I figli sono rimasti a Torino, prima per finire gli studi, ora per motivi di lavoro. E mia moglie per compie- re il suo dovere di madre. Ma d'estate vengono tutti da me a fare i bagni nelle località vicine. E poi, come vede, ogni tanto torno io a Torino, di cui sento un po' di nostalgia.

- Cosí il rapporto famigliare non si interrompe, - aggiunse l'altro tanto per dire qualcosa. - E niente assassini da scovare. Si ricorda quella storia dei tre cadaveri della stessa persona trovati nel Po?

- E come potrei dimenticarla? Mi ha fatto quasi impazzire! Tanto che ho chiesto di andare in pensione anzitempo. Adesso sono qui per un paio di occhiali.

- Ah! Vuole che le indichi il mio occhialaio? È bravo e onesto.

Florindo Flores sorrise debolmente, solo per far intendere all'interlocutore che era fuori strada.

- Non voglio comprarli, - precisò, - li devo ritrovare.

- Sono stati smarriti?

- Non credo, penso piuttosto che siano stati rubati. Non avete ricevuto ieri o stamane una denuncia per furto di occhiali?

- Di solito non si sporge denuncia per un furto di occhiali. A meno che non siano preziosi per la montatura o...

- Sono gli occhiali di Cavour, - tagliò corto Florindo Flores.

- Gli occhiali di Cavour? - si stupí l'altro. - Ma proprio quelli di lui, del Conte?

- Proprio quelli. Vi è mai capitato di occuparvi di un locale un po' esclusivo chiamato Il Ricetto del Conte? - Il Ricetto del Conte ha detto? Questo nome non mi è nuovo. Aspetti un momento -. E cominciò a scartabellare in un faldone su cui era scritto «Ottobre 2007». Ne estrasse un sottile plico in una cartellina arancione con la dicitura «Concernente». - Ecco, qui deve esserci qualcosa. L'avevo dimenticato perché non mi pareva rilevante. In quel locale si era svolto un pranzo di ex allievi del Liceo Cavour, tutte persone di una certa età, serie, che talvolta occupano posti importanti nella società cittadina. Nulla di eccezionale era accaduto durante la serata, o meglio nessuno aveva notato niente. Ma il mattino dopo il proprietario si accorse che, leggo qui dal verbale, «dalla vetrinetta dei cimeli era sparito il piú prezioso, gli occhiali del conte di Cavour».

- Chi ha fatto la denuncia? - intervenne il capitano Flores.

- Il proprietario stesso, signor capitano.

- Sono a riposo, ispettore, non lo dimentichi. Ormai i capitani di polizia sono tutti in pensione. In servizio ci siete voi. È lei che ha redatto il verbale?

- Sí, signor... - e si fermò interdetto perché non sapeva come chiamare il suo ex superiore.

- E non ha fatto niente? Voglio dire non ha aperto una inchiesta?

- Per un paio di occhiali? E vecchi per giunta? - protestò l'ispettore che cominciava a ricordarsi quanto fosse pignolo il suo ex capo.

- Non vecchi, antichi, anzi storici. Un vero cimelio. Infatti sono appartenuti al conte di Cavour. Il proprietario del locale che è venuto a fare la denuncia, che cosa ha detto di preciso? Quali parole ha usato?

- Posso leggere il verbale? - chiese l'ispettore e, scuotendo la testa, aggiunse: - Sa, mi pare che esagerasse un poco, era molto agitato, troppo per... - e qui si fermò per non riaprire la discussione sul vecchio, l'antico o meglio lo storico.

Al cenno di assenso del capitano Flores riprese la lettura:

- «È una vera disgrazia, era un cimelio di valore inestimabile», leggo dal verbale.

- Scusi se l'interrompo, non ha parlato di furto?

- In un certo senso, sí. Torno a leggere dal verbale: «Alla domanda di chi sospettasse, risponde esitando che in occasione di una cena importante, con molte persone, è consuetudine assumere un cameriere avventizio, un brasiliano, molto bravo nel servire il dessert, in quanto, essendo ballerino di professione, serve a passo di samba e le signore si divertono. Anche perché è un bel ragazzo. L'unico pagato a cottimo del personale, gli altri sono tutti assunti con contratto regolare, stipendio fisso e contributi versati regolarmente dal proprietario».

- Quindi l'unico sospettabile è questo cameriere brasiliano? E come si chiama?

L'ispettore sfogliò qualche pagina del fascicolo e lesse: - «Evaristo da Rio».

- Evaristo da Rio? - si stupí Florindo Flores. - Sembra un nome inventato. E dove risiede?

- All'hotel Il pollo che ride, in corso Casale. Qui non si dice altro se non che il padrone lo chiamava quando ce n'era bisogno. Ha provato a fare quel numero di telefono piú di una volta, ma non risponde nessuno. Ora è disperato perché non sa che cosa fare.

- Lo chiami, per favore, e gli dica di convocare tutto il personale del Ricetto domani per le dieci. Gli raccomandi che non manchi nessuno. A domani. Buona sera.

Ma dopo essersi chiuso l'uscio alle spalle Florindo Flores si ricordò di essere in pensione, e di non poter piú dare ordini a nessuno. Riaprí la porta e, mettendo dentro la testa, aggiunse:

- Se può, se è libero, s'intende. La sua presenza è necessaria.

L'ispettore rispose di sí, un po' a malincuore perché sarebbe stato il suo giorno di riposo.

Uscito dal commissariato, subito gli si presentò alla mente il vero motivo della sua presenza in città: l'estremo addio alla sua vecchia amica germanista, morta alcuni giorni prima. Non aveva voluto dirlo all'ispettore perché non era sicuro che l'avesse conosciuta di persona, e perché era certo che la notizia non avrebbe neppure turbato la sensibilità del suo successore.

Lui invece ne era stato profondamente colpito, anche per il modo in cui era morta. Lo rattristava molto sapere che, venendo a Torino, non l'avrebbe piú rivista, come non avrebbe piú rivisto il suo fraterno amico, il dottor Bert, l'antiquario della Galleria Subalpina, morto anche lui.

 

0

Ultimi eventi

Ultime voci

Ultimi scrittori

Credits

Un progetto di Associazione Alta Fantasia, codice fiscale 97687170015, Torino

Sponsors - TITOLO